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giovedì 6 ottobre 2016

Dal 2016 cinque anni per gli accertamenti fiscali


Dal 2016 cinque anni per gli accertamenti fiscali

Due gli interventi “massivi” che riguardano potenzialmente tutti i cittadini: anzitutto si allungano i tempi di accertamento per Iva a e imposte sui redditi da 4 a 5 anni, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione (quindi entro il 31 dicembre 2022 per i redditi del 2016, da dichiarare nel 2017); in caso di dichiarazione omessa o nulla si passa a 7 anni.
Quando poi le indagini fiscali riguardano i paradisi fiscali, i tempi si allungano molto: i termini sono raddoppiati, quindi si passa al decimo anno successivo a quello di presentazione della relativa dichiarazione, che salgono a 14 in caso di omissione.
Poi ci sono le norme sull’uso del contante. Se è vero che da un lato la soglia per utilizzare contante è stata elevata da mille a 3mila euro - quindi, un intervento che non sembra andare proprio nella direzione di contrastare l'evasione - è anche vero che dall’altro lato il divieto ora riguarda anche il trasferimento di denaro contante o di libretti di deposito bancari o postali al portatore o di titoli al portatore in euro o in valuta estera (a meno che non si passi da banche, Poste italiane, istituti di moneta elettronica e istituti di pagamento).
Inoltre, tutti gli esercenti dovranno accettare le carte di credito (tranne casi di «impossibilità tecnica»). Resta a mille euro il limite il money transfer e per l’emissione di assegni bancari e postali senza indicazione con girata libera e senza la clausola di non trasferibilità.
Violazioni penali
Chiunque venga denunciato per violazioni tributarie non se la caverà con la sanzione di arresto o reclusione ma dovrà anche restituire il maltolto. Diventa infatti obbligatoria la segnalazione alle Entrate da parte delle procure della Repubblica o della polizia giudiziaria, per qualsiasi reato da cui possa derivare un provento o vantaggio illecito, anche indiretto. Vengono poi definiti i «proventi illeciti», che sono quelli derivanti da fatti, atti o attività qualificabili come illecito civile, penale o amministrativo se non già sottoposti a sequestro o confisca penale.

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