Pos obbligatorio per commercianti e professionisti? La verità su sanzioni e limiti nel 2016
I negozi e gli studi professionali hanno l’obbligo del POS? Cosa dice la legge del 2016 e qual è la verità sulle sanzioni in caso di negato pagamento con carta e bancomat? Facciamo chiarezza.
Le imprese e i professionisti hanno l’obbligo del POS oppure no? Quali sono le sanzioni previste e i limiti di importo obbligatori? Facciamo il punto della situazione al 2016.
Le imprese e i professionisti hanno l’obbligo del POS oppure no? Quali sono le sanzioni previste e i limiti di importo obbligatori? Facciamo il punto della situazione al 2016.
La Legge di Stabilità 2016 ha modificato la normativa riguardo l’obbligo, per imprese e professionisti, di installare l’apparecchio di pagamento elettronico (POS) nei negozi e negli studi. La legge impone che chiunque si occupi di vendita di prodotti e prestazione di servizi (compresi quelli professionali) debba accettare carte di credito e prepagate.
Tuttavia quella del POS obbligatorio per le imprese commerciali è una questione discordante. Infatti, sebbene la legge abbia già imposto nel 2014 il POS obbligatorio per gli esercenti - inizialmente senza sanzioni pecuniarie - non tutti hanno capito bene cosa si rischia se l’apparecchio per l’e-payment non è installato.
Non ne sono consapevoli molti commercianti, e sono confusi gli acquirenti, che alla negazione del bancomat tirano fuori i contanti o rinunciano all’acquisto.
La confusione riguardo l' obbligo del POS è dovuta principalmente al fatto che le sanzioni, finora, anche se previste, sono state quasi completamente assenti. Inoltre, nonostante l’obbligo, molte attività rimangono restie all’utilizzo della moneta elettronica a causa dei costi e le perdite sul bilancio finale. Per questo motivo in sede parlamentare è già in corso l’esame di un nuovo disegno di legge al riguardo.
Facciamo chiarezza sulla normativa attuale sul POS obbligatorio e sulle sanzioni previste in mancanza di installazione e attivazione dell’apparecchio per bancomat e carta.
POS obbligatorio? Sanzioni, agevolazioni e limiti d’importo
L’introduzione del POS obbligatorio fa parte delle misure prese dal Ministero delle Finanze per contrastare l’evasione fiscale e promuovere i micro-pagamenti elettronici, con l’obbligo di POS si è tenuti a dichiarare anche il centesimo dal momento che è tutto tracciabile.
Per lo stesso motivo la Legge di Stabilità 2016 ha decretato che anche i liberi professionisti (medici, dentisti, avvocati, architetti, ingegneri, agronomi, geometri...) debbano accettare i pagamenti in modalità elettronica dai loro rispettivi clienti. Professionisti ed esercenti, stando a quanto dice la legge, hanno l’obbligo di accettare pagamenti digitali anche per importi inferiori ai 30€.
L’obbligo riguarda tutte le imprese ed i professionisti, ad eccezione di coloro che riescono a dimostrare l’“oggettiva impossibilità tecnica” nell’utilizzo del POS.
Per incentivare l’utilizzo di pagamenti elettronici, chi si mette in regola gode di agevolazioni fiscali e ha diritto a detrarre alla dichiarazione dei redditi il costo in percentuale di ciascuna transazione dall’imponibile.
Inoltre, per favorire la maggiore diffusione dell’e-payment, è stato proposto di tagliare la commissione finale per i micropagamenti fino a 5€. In questo modo carte di credito e bancomat potrebbero essere accettate anche per pagare la colazione al bar o il giornale in edicola.
Chi trasgredisce l’obbligo del POS, invece, può essere soggetto a sanzioni che partono da 500€ e che aumentano in presenza di altre irregolarità accertate.
Subita la sanzione, commerciante o professionista avrà 30 giorni di tempo per adeguarsi e 60 giorni per comunicare alla Guardia di Finanza si essersi messo in regola. Per chi continua a trasgredire, invece, sono previsti dai 1000€ di multa alla sospensione dell’attività.
POS obbligatorio: quanto costa ai commercianti?
Commercianti e professionisti devono dotarsi di apparecchio POS a proprie spese. L’acquisto e il possesso di un POS comporta spese per costi fissi, canoni mensili e commissioni, e le condizioni di spesa variano da banca a banca e dal tipo di carta usata dall’acquirente.
In media la spesa per la sola attivazione di un POS si aggira dai 40€ agli 80€, ma ai costi di gestione si aggiungono quelli per i servizi. In tutto la spesa media annua per avere e utilizzare un apparecchio POS collegato a conto corrente pesa circa il 2% sul ricavo annuo dell’azienda.
Il fatto è che, stando agli studi di mercato, il POS piace più ai consumatori (ai quali non costa niente) che agli esercenti. Infatti 7 italiani su 10 preferiscono pagare con carta e circa il 16% preferisce rinunciare all’acquisto o scegliere un altro negozio dove può pagare con bancomat. D’altronde, dicono negozianti, baristi e ristoratori, usare il POS per i pagamenti sotto i 30€ è una stangata per loro stando alle disposizioni bancarie attuali.
POS obbligatorio ma non sanzionabile: cosa significa?
L’obbligo del POS sarebbe dovuto entrare in vigore con la Legge di Stabilità dal 1° gennaio 2016, ma attualmente chi non rispetta l’obbligo di accettare pagamenti digitali non incorre in nessuna sanzione.
Il Ministro dell’Economia e delle Finanze e il Ministero dello Sviluppo Economico avrebbero dovuto definire i tetti delle commissioni applicati ai pagamenti elettronici, per favorire la totale trasparenza, e predisporre che esse siano commisurate ai servizi effettivamente erogati.
In presenza di vuoti normativi, però, negozianti, ristoratori e professionisti che negano la possibilità di pagare con carta sono in difetto per legge ma non sanzionabili.
Tuttavia quella del POS obbligatorio per le imprese commerciali è una questione discordante. Infatti, sebbene la legge abbia già imposto nel 2014 il POS obbligatorio per gli esercenti - inizialmente senza sanzioni pecuniarie - non tutti hanno capito bene cosa si rischia se l’apparecchio per l’e-payment non è installato.
Non ne sono consapevoli molti commercianti, e sono confusi gli acquirenti, che alla negazione del bancomat tirano fuori i contanti o rinunciano all’acquisto.
La confusione riguardo l' obbligo del POS è dovuta principalmente al fatto che le sanzioni, finora, anche se previste, sono state quasi completamente assenti. Inoltre, nonostante l’obbligo, molte attività rimangono restie all’utilizzo della moneta elettronica a causa dei costi e le perdite sul bilancio finale. Per questo motivo in sede parlamentare è già in corso l’esame di un nuovo disegno di legge al riguardo.
Facciamo chiarezza sulla normativa attuale sul POS obbligatorio e sulle sanzioni previste in mancanza di installazione e attivazione dell’apparecchio per bancomat e carta.
POS obbligatorio? Sanzioni, agevolazioni e limiti d’importo
L’introduzione del POS obbligatorio fa parte delle misure prese dal Ministero delle Finanze per contrastare l’evasione fiscale e promuovere i micro-pagamenti elettronici, con l’obbligo di POS si è tenuti a dichiarare anche il centesimo dal momento che è tutto tracciabile.
Per lo stesso motivo la Legge di Stabilità 2016 ha decretato che anche i liberi professionisti (medici, dentisti, avvocati, architetti, ingegneri, agronomi, geometri...) debbano accettare i pagamenti in modalità elettronica dai loro rispettivi clienti. Professionisti ed esercenti, stando a quanto dice la legge, hanno l’obbligo di accettare pagamenti digitali anche per importi inferiori ai 30€.
L’obbligo riguarda tutte le imprese ed i professionisti, ad eccezione di coloro che riescono a dimostrare l’“oggettiva impossibilità tecnica” nell’utilizzo del POS.
Per incentivare l’utilizzo di pagamenti elettronici, chi si mette in regola gode di agevolazioni fiscali e ha diritto a detrarre alla dichiarazione dei redditi il costo in percentuale di ciascuna transazione dall’imponibile.
Inoltre, per favorire la maggiore diffusione dell’e-payment, è stato proposto di tagliare la commissione finale per i micropagamenti fino a 5€. In questo modo carte di credito e bancomat potrebbero essere accettate anche per pagare la colazione al bar o il giornale in edicola.
Chi trasgredisce l’obbligo del POS, invece, può essere soggetto a sanzioni che partono da 500€ e che aumentano in presenza di altre irregolarità accertate.
Subita la sanzione, commerciante o professionista avrà 30 giorni di tempo per adeguarsi e 60 giorni per comunicare alla Guardia di Finanza si essersi messo in regola. Per chi continua a trasgredire, invece, sono previsti dai 1000€ di multa alla sospensione dell’attività.
POS obbligatorio: quanto costa ai commercianti?
Commercianti e professionisti devono dotarsi di apparecchio POS a proprie spese. L’acquisto e il possesso di un POS comporta spese per costi fissi, canoni mensili e commissioni, e le condizioni di spesa variano da banca a banca e dal tipo di carta usata dall’acquirente.
In media la spesa per la sola attivazione di un POS si aggira dai 40€ agli 80€, ma ai costi di gestione si aggiungono quelli per i servizi. In tutto la spesa media annua per avere e utilizzare un apparecchio POS collegato a conto corrente pesa circa il 2% sul ricavo annuo dell’azienda.
Il fatto è che, stando agli studi di mercato, il POS piace più ai consumatori (ai quali non costa niente) che agli esercenti. Infatti 7 italiani su 10 preferiscono pagare con carta e circa il 16% preferisce rinunciare all’acquisto o scegliere un altro negozio dove può pagare con bancomat. D’altronde, dicono negozianti, baristi e ristoratori, usare il POS per i pagamenti sotto i 30€ è una stangata per loro stando alle disposizioni bancarie attuali.
POS obbligatorio ma non sanzionabile: cosa significa?
L’obbligo del POS sarebbe dovuto entrare in vigore con la Legge di Stabilità dal 1° gennaio 2016, ma attualmente chi non rispetta l’obbligo di accettare pagamenti digitali non incorre in nessuna sanzione.
Il Ministro dell’Economia e delle Finanze e il Ministero dello Sviluppo Economico avrebbero dovuto definire i tetti delle commissioni applicati ai pagamenti elettronici, per favorire la totale trasparenza, e predisporre che esse siano commisurate ai servizi effettivamente erogati.
In presenza di vuoti normativi, però, negozianti, ristoratori e professionisti che negano la possibilità di pagare con carta sono in difetto per legge ma non sanzionabili.

Nessun commento:
Posta un commento